XXIV CONCORSO SCOLASTICO EUROPEO

 

Copertina

L'Europa deve
ancora crescere

?ROBERT SCHUMAN
ministro degli esteri. Francia
(2 marzo 1951)

“Le nostre frontiere in Europa dovranno essere sempre meno uno ostacolo alla circolazione delle idee, delle persone e dei bambini.
Il sentimento della solidarietà tra le Nazioni vincerà nazionalismi ormai superati.
Questi ultimi hanno avuto il merito di dotare gli Stati di una tradizione e di una solida struttura interna.
Su queste fondamenta antiche, occorre edificare un nuovo piano: il soprannazionale poggerà sulle assemblee nazionali”.

 

degasperi

ALCIDE DE GASPERI
presidente
del Consiglio dei ministri. Italia
(15 settembre 1952)

“Ma soprattutto il nostro lavoro, è la volontà politica di realizzare l’Unione europea che deve essere il fattore determinante, la forza di propulsione. La cooperazione economica è necessariamente un compromesso fra le esigenze autonome naturali di ogni partecipante e una volontà politica superiore. Se la realizzazione della solidarietà economica europea dovesse dipendere dalle formule di compromesso elaborate dalle differenti amministrazioni interessate, questo ci ricondurrebbe probabilmente a debolezza e contraddizione. E’ la volontà politica unitaria che deve dunque prevalere da guida”.

adenauer

KONRAD ADENAUER
cancelliere
Repubblica federale tedesca
(25 settembre 1956)

“Non è sufficiente la sola forza della ragione (…). La grande idea dell’Europa deve scaturire dal cuore, se vogliamo che si affermi.
Non nel senso che l’Unione europea debba essere una questione legata ad un bisogno dell’animo o alla sentimentalità. Ma nel senso che solo un cuore determinato, incurante delle difficoltà e pronto a consacrarsi ad un grande compito, può darci la forza di imporre e condurre a termine ciò che abbiamo riconosciuto con la ragione”

GIOVANNI PAOLO II
Santiago de Compostela
(9 novembre 1982)

“Grido con amore a te, antica Europa: ritrova te stessa. Sii te stessa. Riscopri le tue origini. Ravviva le tue radici. Torna a vivere dei valori autentici che hanno reso gloriosa la tua storia e benefica la tua presenza negli altri continenti. Ricostruisci la tua unità spirituale, in un clima di pieno rispetto verso le altre religioni e le genuine libertà. Rendi a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio.
Non inorgoglirti delle tue conquiste fino a dimenticare le loro possibili conseguenze negative; non deprimerti per la perdita quantitativa della tua grandezza nel mondo o per le crisi sociali e culturali che ti percorrono. Tu puoi essere ancora faro di civiltà e stimolo di progresso per il mondo”.