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Lazio e obiezione di coscienza. Pur di proclamare il diritto di aborto sono pronti a fare a pezzi la legge 194   versione testuale
L'ideologia abortista che si rifiuta di riconoscere l'esistenza dell'essere umano nella fase che precede la nascita sta raggiungndo il limite estremo della persecuzione» commenta Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita. «Ora si arriva a colpire addirittura il principio di libertà di coscienza che è uno dei fondamenti della società liberale, garantito dalla Costituzione e che è stato confermato da ripetuti pareri del Comitato nazionale di bioetica.
«Pur di affermare un insistente diritto all'aborto il presidente della Regione Lazio arriva a disapplicare la stessa legge 194, fino a ieri intoccabile tabu ed ora minacciata dagli stessi che l'hanno finora strenuamente difesa. La legge non lascia spazio a dubbi laddove, nell'art.9, dichiara esplicitamente coperte dall'obiezione di coscienza anche le attività di certificazione che precedono necessariamente l'Ivg.
«La resistenza contro questa persecuzione non potrà che essere attuata in tutte le forme possibili. In primo luogo sarà inevitabile il ricorso alla autorità di Giustizia amministrativa» conclude Casini. «Il Movimento per la vita non mancherà di attivarsi in questa direzione nel più breve tempo possibile».


Roma, 26 giugno 2014