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UnoDiNoi. La vergogna della decisione della Commissione Europea   versione testuale

La Commissione europea ha risposto alle istanze che quasi due milioni di cittadini hanno rivolto alle Istituzioni comunitarie sul riconoscimento dell'essere umano concepito e non nato come soggetto di diritti.

«L'hanno fatto confermando quel deficit di democrazia che rappresenta il problema più grave che affligge la Ue e che pone a rischio il futuro del grande sogno europeo» commenta Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita e del disciolto Comitato italiano per UnoDiNoi. «Hanno ignorato una volontà popolare diffusa che avrebbe meritato ben altra attenzione ed almeno un serio dibattito nelle aule dell'Europarlamento che fino a prova contraria è l'unica istituzione eletta dal popolo.

«I burocrati hanno sfoggiato la migliore saccenza di cui sono capaci negando che altri oltre loro stessi siano in grado di decidere su una questione che, comunque la si guardi, è derimente del livello di umanità della società che si vorrebbe costruire.

«L'hanno fatto nel modo più subdolo aspettando il vuoto di potere democratico con il Parlamento sciolto e non ancora ricostituito e dribblando le elezioni che avrebbero potuto essere segnate dalla giusta indignazione popolare.

«L'hanno fatto senza il coraggio di entrare nella sostanza delle richieste presentate, affermando attraverso argomentazioni non vere che l'Europa già difende la vita ed i diritti di tutti i suoi figli. Si sono così sottratti al confronto sulla domanda fondamentale: l'embrione è o non è uno di noi?

«Ma quei burocrati e le lobby che li sostengono non si illudano di aver messo definitivamente in cantina la questione» conclude Casini. L'esperienza di UnoDiNoi ha già partorito un'associazione sovrannazionale che ereditandone il nome, riunisce tutte le associazioni pro life dei 28 Paesi europei e che col nuovo Parlamento riprenderà le fila della mobilitazione per i diritti umani e per la loro estensione a tutti gli esseri umani senza eccezioni e condizioni».



Roma, 28 maggio 2014